“Non si piange.” “Prima il dovere, poi il piacere.” “Bisogna sempre accontentare tutti.” “Chi chiede aiuto è debole.” Sono frasi che molti di noi hanno sentito da piccoli e che, senza accorgercene, continuano a guidare le nostre scelte da adulti. Nella psicoterapia della Gestalt queste regole assorbite senza essere “digerite” si chiamano introietti. Riconoscerli è un passo importante per vivere in modo più libero e autentico.
Cosa sono gli introietti?
Gli introietti sono convinzioni, regole e modi di essere che una persona ha assorbito dall’ambiente, di solito dalla famiglia, dalla scuola o dalla cultura, senza averli mai esaminati né scelti consapevolmente. Il termine viene dalla psicoterapia della Gestalt, che usa una metafora alimentare: come il cibo va masticato per essere assimilato, così anche ciò che riceviamo dagli altri andrebbe “masticato”, cioè valutato, prima di farlo nostro. L’introietto è come un boccone inghiottito intero, che resta lì, estraneo.
Come si riconosce un introietto?
Un introietto si riconosce spesso dal linguaggio: compare sotto forma di “devo”, “bisogna”, “non si fa”, “è sbagliato”, detti con un tono che non ammette discussione. Alcuni esempi comuni:
- “Devo essere sempre forte e non mostrare fragilità.”
- “Non devo disturbare gli altri con i miei problemi.”
- “Valgo solo se sono utile o se ottengo risultati.”
- “Arrabbiarsi è da maleducati.”
- “Bisogna finire sempre ciò che si è iniziato, anche se non ha più senso.”
Un segnale utile: quando seguiamo un introietto ci sentiamo spesso costretti, svuotati o in colpa, anziché soddisfatti.

Gli introietti sono sempre negativi?
Gli introietti non sono sempre negativi: molte regole ricevute da bambini ci hanno protetto e ci sono state utili. Il problema nasce quando diventano rigide, quando non le adattiamo più alla realtà della nostra vita adulta o quando entrano in conflitto con i nostri bisogni autentici. Il lavoro non consiste nel buttare via tutto, ma nel distinguere ciò che vogliamo tenere da ciò che non ci appartiene più.
Che legame c’è tra introietti, senso di colpa e perfezionismo?
Gli introietti sono spesso alla base del senso di colpa, del perfezionismo e della difficoltà a dire di no. Chi ha interiorizzato regole molto severe tende a giudicarsi duramente ogni volta che non le rispetta, anche quando si tratta di regole irrealistiche. In psicologia cognitiva si parla di “doverizzazioni”, una delle distorsioni cognitive più comuni: è un concetto molto vicino a quello di introietto.
Come si lavora sugli introietti in psicoterapia?
In psicoterapia della Gestalt si lavora sugli introietti aiutando la persona a riconoscerli, a sentire nel corpo e nelle emozioni che effetto le fanno e a chiedersi: “Questa regola è davvero mia?”. Alcuni strumenti utili:
- Trasformare il “devo” in “scelgo” o “non voglio”, per verificare quale formulazione suona più vera.
- Chiedersi da chi viene quella voce: un genitore, un insegnante, un ambiente?
- Dialogare con la parte che impone la regola, ad esempio con la tecnica della sedia vuota.
- Sperimentare piccoli cambiamenti nella vita quotidiana, osservando cosa succede.
Nel mio lavoro questo percorso si integra spesso con strumenti cognitivo-comportamentali, che aiutano a mettere alla prova le convinzioni rigide.
Domande frequenti
Da dove vengono gli introietti?
Di solito da famiglia, scuola e cultura, soprattutto nei primi anni di vita, quando non abbiamo ancora gli strumenti per valutarli.
Si può vivere senza introietti?
Nessuno ne è completamente privo; l’obiettivo è renderli consapevoli e scegliere quali tenere.
Gli introietti possono causare ansia?
Sì, regole rigide e irrealistiche possono generare ansia, senso di colpa e stanchezza costante.
Che differenza c’è tra un introietto e un valore?
Un valore è scelto e sentito come proprio; un introietto è accettato senza essere esaminato.
Chi ti accompagna in questo percorso a Firenze
Sono la Dott.ssa Martina Fino, psicologa e psicoterapeuta iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana (n. 5767). Mi sono formata in Psicologia Clinica e della Salute all’Università degli Studi di Firenze e lavoro con un approccio integrato che unisce la Psicoterapia della Gestalt, strumenti cognitivo-comportamentali, l’EMDR e il Training Autogeno. Ho maturato esperienza nella psichiatria della ASL di Firenze e nel sostegno psiconcologico all’Ospedale di Careggi.
Ricevo nel mio studio in Via Tommaso Campanella, zona Campo di Marte – Coverciano, vicino allo stadio Artemio Franchi e raggiungibile con i bus 10, 17, 20, 31 e 32. Per chi vive fuori città o in altre zone della Toscana sono disponibili anche sedute online.
Il primo colloquio è conoscitivo e senza impegno, anche telefonico: puoi chiamare al 392 693 1473 oppure inviare una email a fino.martina@gmail.com.
In sintesi
- Gli introietti sono regole e convinzioni assorbite dagli altri senza essere esaminate.
- Si riconoscono dai “devo”, “bisogna” e “non si fa” vissuti come obblighi.
- Sono alla base di senso di colpa, perfezionismo e difficoltà a dire di no.
- La psicoterapia della Gestalt aiuta a riconoscerli e a scegliere quali tenere.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione o una consulenza psicologica personalizzata.
