Disturbo da stress post-traumatico (PTSD): sintomi e segnali

Sono passati mesi, a volte anni, eppure basta un rumore, un odore o un’immagine per sentirsi di nuovo lì, nel momento peggiore. Il cuore accelera, il corpo si irrigidisce, la mente si riempie di ricordi che non si vorrebbero avere. Quando le reazioni a un evento traumatico persistono e condizionano la vita, si può trattare di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). È una condizione seria ma curabile, e riconoscerla è il primo passo.

Cos’è il disturbo da stress post-traumatico?

Il disturbo da stress post-traumatico è un disturbo che può svilupparsi dopo l’esposizione a un evento estremamente minaccioso o spaventoso, come un incidente grave, un’aggressione, una violenza, un disastro naturale o la morte improvvisa di una persona cara. È descritto nel DSM-5-TR e nell’ICD-11 dell’OMS (codice 6B40). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, molte persone vivono almeno un evento traumatico nella vita, ma solo una parte sviluppa un PTSD.

Quali sono i sintomi del PTSD?

I sintomi del PTSD si raggruppano in quattro aree principali:

  • Rivivere l’evento: ricordi intrusivi, flashback in cui sembra di essere di nuovo lì, incubi ricorrenti.
  • Evitamento: evitare pensieri, luoghi, persone o attività che ricordano il trauma.
  • Alterazioni di pensieri e umore: senso di colpa, vergogna, distacco dagli altri, difficoltà a provare emozioni positive, vuoti di memoria sull’evento.
  • Iperattivazione: stato di allerta continuo, sobbalzi, irritabilità, difficoltà a dormire e a concentrarsi.

Per parlare di PTSD i sintomi devono durare più di un mese e causare un disagio significativo nella vita quotidiana.

I quattro gruppi di sintomi del disturbo da stress post-traumatico: rivivere, evitamento, umore negativo, iperattivazione
I sintomi del PTSD si organizzano in quattro grandi aree

Quando compare il disturbo da stress post-traumatico?

Il disturbo da stress post-traumatico compare spesso nei primi tre mesi dopo l’evento, ma in alcuni casi i sintomi emergono molto più tardi, magari quando un nuovo evento stressante riattiva il ricordo. Nelle settimane immediatamente successive a un trauma è normale avere reazioni intense: si parla di disturbo quando queste non si attenuano col tempo.

Chi è più a rischio di sviluppare un PTSD?

Il rischio di sviluppare un PTSD aumenta quando l’evento è stato particolarmente grave, prolungato o causato intenzionalmente da altre persone, quando si sono già vissuti altri traumi, quando c’è poco sostegno sociale dopo l’evento o quando si attraversa un periodo di forte stress. Il sostegno ricevuto subito dopo il trauma è uno dei fattori protettivi più importanti.

Che differenza c’è tra PTSD e trauma complesso?

L’ICD-11 distingue il PTSD dal PTSD complesso (6B41), che può svilupparsi dopo traumi ripetuti e prolungati, come abusi nell’infanzia o violenze domestiche. Oltre ai sintomi del PTSD, comprende difficoltà nella regolazione delle emozioni, un’immagine di sé molto negativa e problemi nelle relazioni. Per approfondire le basi, puoi leggere cos’è un trauma psicologico.

Come si cura il disturbo da stress post-traumatico?

Il disturbo da stress post-traumatico si cura con buoni risultati attraverso psicoterapie focalizzate sul trauma. L’OMS indica tra i trattamenti raccomandati:

  • EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), che facilita l’elaborazione dei ricordi traumatici e ne riduce la carica emotiva;
  • terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma, che lavora su ricordi, pensieri ed evitamenti.

Il percorso inizia sempre con una fase di stabilizzazione, per costruire sicurezza e risorse. Tecniche come il Training Autogeno possono aiutare a gestire l’iperattivazione. Per conoscere meglio l’approccio, leggi EMDR: cos’è e a cosa serve.

Domande frequenti

Il PTSD può guarire?
Sì, con una psicoterapia focalizzata sul trauma molte persone riducono in modo significativo i sintomi.

Si può avere il PTSD anche anni dopo un evento?
Sì, in alcuni casi i sintomi compaiono o si intensificano anche a distanza di tempo.

Quanto dura una terapia EMDR per il PTSD?
Dipende dal tipo di trauma: per un evento singolo possono bastare relativamente poche sedute, per traumi ripetuti serve più tempo.

Anche i familiari possono essere coinvolti?
Sì, informare e sostenere i familiari aiuta a creare un ambiente più sicuro durante il percorso.

Chi ti accompagna in questo percorso a Firenze

Sono la psicoterapeuta Martina Fino, psicologa e psicoterapeuta iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana (n. 5767). Mi sono formata in Psicologia Clinica e della Salute all’Università degli Studi di Firenze e lavoro con un approccio integrato che unisce la Psicoterapia della Gestalt, strumenti cognitivo-comportamentali, l’EMDR e il Training Autogeno. Ho maturato esperienza nella psichiatria della ASL di Firenze e nel sostegno psiconcologico all’Ospedale di Careggi.

Ricevo nel mio studio in Via Tommaso Campanella, zona Campo di Marte – Coverciano, vicino allo stadio Artemio Franchi e raggiungibile con i bus 10, 17, 20, 31 e 32. Per chi vive fuori città o in altre zone della Toscana sono disponibili anche sedute online.

Il primo colloquio è conoscitivo e senza impegno, anche telefonico: puoi chiamare al 392 693 1473 oppure inviare una email a fino.martina@gmail.com.

In sintesi

  • Il PTSD può svilupparsi dopo un evento estremamente minaccioso o spaventoso.
  • I sintomi principali sono rivivere l’evento, evitamento, umore negativo e iperattivazione.
  • Si parla di disturbo quando i sintomi durano più di un mese e interferiscono con la vita.
  • EMDR e terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma sono trattamenti raccomandati dall’OMS.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione o una consulenza psicologica personalizzata.

Fonti