Training autogeno: cos’è, come funziona e a chi è utile

Ci sono giorni in cui la tensione resta addosso anche quando la giornata è finita: spalle contratte, respiro corto, pensieri che corrono. Il training autogeno è una tecnica di rilassamento che insegna a ritrovare la calma attraverso semplici esercizi di concentrazione sul corpo. È facile da imparare, si può praticare quasi ovunque e, una volta appreso, diventa uno strumento da usare in autonomia.

Cos’è il training autogeno?

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento psicofisico ideata negli anni Trenta dal neurologo e psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz. Il nome significa “allenamento che si genera da sé”: attraverso formule mentali ripetute e la concentrazione su specifiche sensazioni corporee, la persona impara a indurre da sola uno stato di distensione profonda.

Non è ipnosi né meditazione religiosa: è un metodo strutturato, con esercizi precisi, che agisce sull’equilibrio tra attivazione e riposo dell’organismo.

Come funziona il training autogeno?

Il training autogeno funziona attraverso la concentrazione passiva su sensazioni corporee, che favorisce l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, quello legato al riposo e al recupero. Gli esercizi di base sono sei:

  1. Pesantezza: “Il mio braccio destro è pesante”, per sciogliere la tensione muscolare.
  2. Calore: sensazione di calore negli arti, legata alla dilatazione dei vasi periferici.
  3. Cuore: percezione di un battito calmo e regolare.
  4. Respiro: osservazione di un respiro tranquillo, senza forzarlo.
  5. Plesso solare: sensazione di calore nella zona addominale.
  6. Fronte fresca: sensazione di freschezza sulla fronte.

Gli esercizi si imparano uno alla volta, nell’arco di alcune settimane, praticando qualche minuto più volte al giorno.

I sei esercizi del training autogeno: pesantezza, calore, cuore, respiro, plesso solare, fronte fresca
I sei esercizi di base del training autogeno si imparano gradualmente

A cosa serve il training autogeno?

Il training autogeno serve a ridurre lo stress e l’attivazione fisica legata all’ansia. Una meta-analisi pubblicata nel 2002 su Applied Psychophysiology and Biofeedback (Stetter e Kupper) ha riscontrato effetti positivi in diverse condizioni. Nella pratica clinica è utile soprattutto per:

  • ansia e tensione nervosa;
  • stress lavorativo e affaticamento;
  • difficoltà ad addormentarsi;
  • cefalea tensiva e disturbi psicosomatici;
  • gestione dell’ansia legata a esami medici o terapie, anche in ambito oncologico.

Chi può praticare il training autogeno?

Il training autogeno può essere praticato dalla maggior parte degli adulti e dei ragazzi, ma è consigliabile impararlo con un professionista formato, che guidi gli esercizi e valuti eventuali controindicazioni. In presenza di alcune condizioni mediche, come problemi cardiaci, o di disturbi psichici importanti, è necessaria una valutazione preliminare. Il training autogeno non sostituisce una psicoterapia quando questa è indicata, ma può affiancarla come strumento concreto.

Come si integra il training autogeno con la psicoterapia?

Nel mio lavoro il training autogeno si integra spesso con la terapia cognitivo-comportamentale e con la psicoterapia della Gestalt. Mentre la psicoterapia aiuta a comprendere e cambiare pensieri, emozioni e relazioni, il training autogeno offre al corpo un modo concreto per ritrovare calma. È particolarmente utile nei percorsi per l’ansia, l’insonnia e lo stress: se il sonno è un problema, può esserti utile leggere anche le cause e le conseguenze dell’insonnia.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per imparare il training autogeno?
Di solito servono alcune settimane di pratica regolare per apprendere i sei esercizi di base.

Il training autogeno funziona per l’ansia?
Sì, è una delle tecniche di rilassamento più usate per ridurre l’attivazione fisica dell’ansia.

Si può imparare il training autogeno online?
Sì, gli esercizi si possono insegnare e praticare anche in seduta online.

Il training autogeno è adatto a tutti?
È adatto alla maggior parte delle persone, ma è bene impararlo con un professionista che valuti eventuali controindicazioni.

Chi ti accompagna in questo percorso a Firenze

Sono la psicoterapeuta Martina Fino, psicologa e psicoterapeuta iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana (n. 5767). Mi sono formata in Psicologia Clinica e della Salute all’Università degli Studi di Firenze e lavoro con un approccio integrato che unisce la Psicoterapia della Gestalt, strumenti cognitivo-comportamentali, l’EMDR e il Training Autogeno. Ho maturato esperienza nella psichiatria della ASL di Firenze e nel sostegno psiconcologico all’Ospedale di Careggi.

Ricevo nel mio studio in Via Tommaso Campanella, zona Campo di Marte – Coverciano, vicino allo stadio Artemio Franchi e raggiungibile con i bus 10, 17, 20, 31 e 32. Per chi vive fuori città o in altre zone della Toscana sono disponibili anche sedute online.

Il primo colloquio è conoscitivo e senza impegno, anche telefonico: puoi chiamare al 392 693 1473 oppure inviare una email a fino.martina@gmail.com.

In sintesi

  • Il training autogeno è una tecnica di rilassamento ideata da J. H. Schultz.
  • Si basa su sei esercizi di concentrazione su sensazioni corporee.
  • È utile per ansia, stress, insonnia e disturbi psicosomatici.
  • Va appreso con un professionista e può affiancare la psicoterapia.

Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione o una consulenza psicologica personalizzata.

Fonti