Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Si parla molto, giustamente, di screening e diagnosi precoce; si parla meno di ciò che accade dentro una donna quando riceve la diagnosi. Paura, rabbia, smarrimento, la sensazione che il proprio corpo sia diventato estraneo: sono reazioni comprensibili. Conoscere l’impatto psicologico del tumore al seno aiuta a sentirsi meno sole e a capire quando un supporto può essere utile.
Quanto è diffuso il tumore al seno?
Il tumore al seno è, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tumore più frequente nelle donne nel mondo. Grazie alla diagnosi precoce e ai progressi delle cure, oggi la sopravvivenza è molto aumentata: per questo diventa sempre più importante occuparsi anche della qualità della vita, durante e dopo i trattamenti.
Impatto psicologico del tumore al seno: quali emozioni si provano?
Dopo una diagnosi di tumore al seno è comune attraversare emozioni intense e mutevoli. Le più frequenti sono:
- Shock e incredulità nei primi giorni, a volte con la sensazione di vivere “in un film”.
- Paura per le cure, per il futuro, per i figli e le persone care.
- Rabbia (“perché proprio a me?”) e senso di ingiustizia.
- Tristezza e perdita, legate ai cambiamenti del corpo e della vita quotidiana.
- Ansia in attesa degli esami, che può tornare a ogni controllo.
Queste reazioni non sono un segno di debolezza: sono il modo in cui la mente cerca di elaborare un evento che cambia improvvisamente le prospettive.
Come cambia il rapporto con il proprio corpo?
Il rapporto con il corpo cambia spesso in modo profondo, perché il seno è legato all’identità femminile, alla sessualità e alla maternità. Interventi chirurgici, chemioterapia, perdita dei capelli o variazioni di peso possono rendere difficile riconoscersi allo specchio. Lavorare sull’immagine corporea, con i propri tempi, è parte importante del percorso di cura.

Quando è il caso di chiedere un supporto psicologico?
Un supporto psicologico è utile quando le emozioni diventano così intense da rendere difficile affrontare le cure, dormire, mangiare o stare con gli altri; quando l’ansia per i controlli è costante; quando ci si sente isolate o non si riesce a parlare della malattia con il partner e i figli. Ma non serve aspettare una crisi: anche solo il bisogno di uno spazio per sé è un buon motivo.
Come aiuta la psiconcologia?
La psiconcologia è la disciplina che si occupa degli aspetti psicologici della malattia oncologica, per la persona malata e per la sua famiglia. Il sostegno psiconcologico può aiutare a:
- dare un nome e uno spazio alle emozioni, senza doversi sempre mostrare forti;
- gestire l’ansia legata a esami e terapie, anche con tecniche di rilassamento come il Training Autogeno;
- affrontare i cambiamenti dell’immagine corporea e della sessualità;
- migliorare la comunicazione con il partner, i figli e l’équipe medica;
- ritrovare un senso e un progetto dopo la fine delle cure.
Ho lavorato nel sostegno psiconcologico presso l’Ospedale di Careggi e continuo a occuparmene in studio: trovi qui una presentazione del mio lavoro in psiconcologia.
Domande frequenti
È normale avere paura anche dopo la fine delle cure?
Sì, la paura della recidiva è molto comune e tende a riaffiorare in occasione dei controlli; parlarne aiuta a gestirla.
Il supporto psicologico influisce sulle cure mediche?
Il supporto psicologico non sostituisce le cure mediche, ma le affianca, aiutando ad affrontarle con meno ansia e più risorse.
Anche i familiari possono chiedere un sostegno psicologico?
Sì, partner, figli e familiari vivono anch’essi un carico emotivo importante e possono beneficiare di uno spazio dedicato.
Si può fare un percorso di psiconcologia online?
Sì, le sedute online sono utili soprattutto nei periodi di terapia in cui spostarsi è faticoso.
Chi ti accompagna in questo percorso a Firenze
Sono la Dott.ssa Fino, psicologa e psicoterapeuta iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana (n. 5767). Mi sono formata in Psicologia Clinica e della Salute all’Università degli Studi di Firenze e lavoro con un approccio integrato che unisce la Psicoterapia della Gestalt, strumenti cognitivo-comportamentali, l’EMDR e il Training Autogeno. Ho maturato esperienza nella psichiatria della ASL di Firenze e nel sostegno psiconcologico all’Ospedale di Careggi.
Ricevo nel mio studio in Via Tommaso Campanella, zona Campo di Marte – Coverciano, vicino allo stadio Artemio Franchi e raggiungibile con i bus 10, 17, 20, 31 e 32. Per chi vive fuori città o in altre zone della Toscana sono disponibili anche sedute online.
Il primo colloquio è conoscitivo e senza impegno, anche telefonico: puoi chiamare al 392 693 1473 oppure inviare una email a fino.martina@gmail.com.
In sintesi
- La diagnosi di tumore al seno coinvolge emozioni intense: shock, paura, rabbia, tristezza.
- Il rapporto con il corpo e l’immagine di sé può cambiare profondamente.
- La psiconcologia offre uno spazio per elaborare le emozioni durante e dopo le cure.
- Anche i familiari possono ricevere un sostegno dedicato.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione o una consulenza psicologica personalizzata.
