Sei in un supermercato, al lavoro, in macchina. Poi un suono, un odore, una frase. E all’improvviso non sei più lì: il corpo reagisce come se fossi tornato nel momento più spaventoso della tua vita. I flashback traumatici sono tra le esperienze più disorientanti per chi ha vissuto un trauma. Capire perché accadono aiuta a sentirli meno minacciosi e a sapere che si possono elaborare.
Cos’è un flashback traumatico?
Un flashback traumatico è un’esperienza in cui un ricordo di un evento traumatico si ripresenta in modo così vivido da sembrare che stia accadendo di nuovo nel presente. Non è un semplice ricordo: coinvolge immagini, suoni, emozioni e sensazioni fisiche, e a volte la persona perde per qualche istante il contatto con ciò che la circonda. Insieme a incubi e ricordi intrusivi, i flashback sono tra i sintomi tipici del disturbo da stress post-traumatico.
Perché i flashback traumatici tornano?
I ricordi traumatici tornano perché, durante un evento travolgente, il cervello non riesce a elaborarli e archiviarli come i ricordi ordinari. Restano “frammentati” e carichi di emozione, senza una chiara collocazione nel tempo: per questo, quando si riattivano, vengono vissuti come presenti e non come passati. È un meccanismo di sopravvivenza che, una volta superato il pericolo, continua a scattare anche quando non serve più.
Cosa può scatenare un flashback?
Un flashback può essere scatenato da un “trigger”, cioè da qualsiasi stimolo che il cervello associa all’evento traumatico. Spesso non ne siamo consapevoli. Alcuni esempi:
- stimoli sensoriali: un odore, un rumore improvviso, una canzone, un tono di voce;
- luoghi o situazioni simili a quelli dell’evento;
- date e anniversari;
- sensazioni corporee, come il battito accelerato o la sensazione di essere bloccati;
- stati emotivi come stress, stanchezza o senso di impotenza.

Come si gestisce un flashback nel momento in cui arriva?
Un flashback si gestisce nel momento riportando l’attenzione al presente attraverso i sensi, con tecniche dette di “grounding” (radicamento). Alcune strategie utili:
- Ricordarsi dove si è: dire a sé stessi, anche a voce, la data di oggi, il luogo, “sono al sicuro”.
- Usare i cinque sensi: nominare 5 cose che si vedono, 4 che si possono toccare, 3 suoni, 2 odori, 1 sapore.
- Sentire i piedi a terra e il peso del corpo sulla sedia.
- Respirare lentamente, allungando l’espirazione.
- Usare un oggetto di ancoraggio, come qualcosa di freddo o profumato da tenere in mano.
Queste tecniche non eliminano il problema, ma aiutano a ridurre l’intensità del momento.
Quando è il caso di rivolgersi a uno psicoterapeuta?
È opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta quando i flashback sono frequenti, molto intensi o portano a evitare luoghi e situazioni importanti; quando disturbano il sonno, il lavoro o le relazioni; o quando ci si sente spesso in allerta o distaccati da sé. Non serve affrontarli da soli.
Come si elaborano i ricordi traumatici con l’EMDR?
I ricordi traumatici si elaborano con l’EMDR attraverso un protocollo strutturato: dopo una fase di preparazione, in cui si costruiscono sicurezza e risorse, la persona richiama il ricordo mentre segue una stimolazione bilaterale, ad esempio movimenti oculari guidati. Questo processo aiuta il cervello a “rielaborare” l’esperienza e a collocarla nel passato: il ricordo resta, ma perde la sua carica di paura. L’EMDR è indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i trattamenti per il disturbo da stress post-traumatico. Per un quadro più completo puoi leggere pro, contro ed effetti dell’EMDR.
Nel mio lavoro integro l’EMDR con la psicoterapia della Gestalt, che aiuta a ritrovare il contatto con il corpo e con il presente, e con il Training Autogeno per gestire l’iperattivazione.
Domande frequenti
I flashback possono sparire del tutto?
Con l’elaborazione del trauma i flashback diventano in genere molto meno frequenti e intensi, fino a scomparire in molti casi.
Un flashback è pericoloso?
Non è pericoloso in sé, ma può essere molto spaventoso; le tecniche di grounding aiutano a riprendere il controllo.
Si possono avere flashback senza immagini?
Sì, a volte il flashback è solo emotivo o corporeo: un’ondata di paura o di vergogna senza un ricordo chiaro.
L’EMDR fa rivivere il trauma?
Durante l’EMDR il ricordo viene richiamato in modo controllato e graduale, all’interno di una relazione terapeutica sicura.
Chi ti accompagna in questo percorso a Firenze
Sono la Dott.ssa Martina Fino, psicologa e psicoterapeuta iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana (n. 5767). Mi sono formata in Psicologia Clinica e della Salute all’Università degli Studi di Firenze e lavoro con un approccio integrato che unisce la Psicoterapia della Gestalt, strumenti cognitivo-comportamentali, l’EMDR e il Training Autogeno. Ho maturato esperienza nella psichiatria della ASL di Firenze e nel sostegno psiconcologico all’Ospedale di Careggi.
Ricevo nel mio studio in Via Tommaso Campanella, zona Campo di Marte – Coverciano, vicino allo stadio Artemio Franchi e raggiungibile con i bus 10, 17, 20, 31 e 32. Per chi vive fuori città o in altre zone della Toscana sono disponibili anche sedute online.
Il primo colloquio è conoscitivo e senza impegno, anche telefonico: puoi chiamare al 392 693 1473 oppure inviare una email a fino.martina@gmail.com.
In sintesi
- Un flashback fa rivivere un ricordo traumatico come se stesse accadendo nel presente.
- Accade perché il ricordo traumatico non è stato elaborato e archiviato come gli altri.
- Le tecniche di grounding aiutano a tornare al presente durante l’episodio.
- L’EMDR aiuta a elaborare i ricordi e a ridurne la carica emotiva.
Questo articolo ha uno scopo informativo e non sostituisce una valutazione o una consulenza psicologica personalizzata.
