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Come funziona la terapia di coppia

Illustrazione simbolica della terapia di coppia, due figure sedute agli estremi di una panchina che si curva l'una verso l'altra

La terapia di coppia è un percorso in cui i partner lavorano insieme, alla presenza di un terapeuta, sul funzionamento della loro relazione. La differenza rispetto a una terapia individuale è sostanziale: qui il “paziente” non è nessuno dei due, è ciò che accade tra loro.

Quando è utile

  • Conflitti frequenti che ripartono sempre dallo stesso punto
  • Distanza emotiva, sensazione di essere diventati coinquilini
  • Difficoltà di comunicazione: silenzi lunghi, oppure discussioni che non si chiudono mai
  • Crisi dopo un evento significativo: nascita di un figlio, trasferimento, lutto, tradimento, malattia
  • Fase in cui si sta valutando se proseguire o separarsi

Come si svolge, fase per fase

I primi colloqui. Servono a raccogliere il punto di vista di entrambi. Ognuno ha spazio per raccontare come vede la situazione, senza essere interrotto e senza che il terapeuta prenda posizione.

La definizione degli obiettivi. Si mette a fuoco che cosa la coppia vuole ottenere, e si verifica che i due obiettivi siano compatibili. A volte non lo sono, e accorgersene è già un risultato.

Il lavoro vero e proprio. Si osserva quello che succede in seduta: come si parlano, chi si avvicina e chi si ritira, quali richieste restano implicite, in che punto esatto la discussione deraglia. Il materiale non arriva solo dai racconti, arriva da ciò che accade lì, davanti al terapeuta.

Le verifiche. A intervalli regolari si fa il punto su cosa è cambiato e cosa no.

Che cosa non è

Non è un tribunale: nessuno stabilisce chi ha ragione. Non è una mediazione tecnica su questioni pratiche. E non è uno spazio in cui il terapeuta “convince” uno dei due a fare qualcosa. Se uno dei partner partecipa solo per accompagnare l’altro, il percorso in genere non regge: serve che entrambi abbiano una domanda propria, anche piccola.

L’obiettivo non è necessariamente restare insieme

Vale la pena dirlo con chiarezza. Lo scopo è arrivare a una scelta più consapevole, meno agita per reazione o per inerzia. In molti casi il percorso porta a ricostruire una relazione più sostenibile. In altri accompagna due persone a separarsi in modo meno distruttivo — cosa che pesa moltissimo quando ci sono figli. Entrambi gli esiti sono legittimi, e nessuno dei due è un fallimento della terapia.

Quando la terapia di coppia è inutile

Vale la pena dirlo, perché nessuno lo dice mai. Ci sono situazioni in cui questo percorso non funziona, ed è più utile saperlo prima che scoprirlo dopo sei mesi.

  • Quando uno dei due ha già deciso e usa la terapia per farsi accompagnare a una scelta già presa, o per poter dire di averle provate tutte.
  • Quando c’è violenza, fisica o psicologica. In presenza di dinamiche di abuso la terapia di coppia è controindicata: mette a rischio la persona che subisce e può essere usata contro di lei. Servono percorsi separati e, se sei in pericolo, il numero 1522 o il 112.
  • Quando una relazione parallela è in corso e resta nascosta. Finché c’è un segreto attivo, si lavora su un quadro falsato.
  • Quando uno dei due partecipa solo per accontentare l’altro, senza una domanda propria.

In questi casi il primo lavoro è chiarire se ci sono le condizioni per iniziare. Che è già un risultato.

“La terapia di coppia ci ha fatto lasciare”

Capita di sentirlo dire, e merita una risposta onesta. La terapia non separa nessuno: rende visibile ciò che c’era già. A volte quello che emerge è che i due progetti di vita hanno preso direzioni incompatibili, e che una separazione è la scelta più sana per entrambi.

Quando succede, il percorso serve comunque: aiuta a separarsi con meno macerie, a distinguere il dolore dalla colpa, e — se ci sono figli — a proteggerli da un conflitto che altrimenti li attraverserebbe per anni. Non è un fallimento della terapia. È un esito.

Quando iniziare

Il momento migliore non è quando la situazione è disperata. È quando ci si accorge di ripetere sempre la stessa discussione senza uscirne. Arrivare prima significa avere ancora risorse su cui lavorare.

Un percorso a Firenze o online

Ricevo in studio a Firenze, in Via Tommaso Campanella 5, zona Campo di Marte – Coverciano, e online. Puoi approfondire nella pagina dedicata alla terapia di coppia a Firenze oppure contattarmi per un primo colloquio conoscitivo.

Trovi la presentazione completa del mio lavoro come psicologo a Firenze nella home del sito.