La prima seduta psicologica è quasi sempre accompagnata da dubbi, e da una certa dose di imbarazzo. È normale: si va a parlare di sé con una persona che non si conosce. Sapere in anticipo come si svolge toglie almeno una parte dell’incognita.
Cosa succede durante il primo incontro
Il primo colloquio serve prima di tutto a capire che cosa ti porta qui adesso. Non c’è un questionario da compilare né una diagnosi da ricevere: si parla di quello che stai vivendo, da quanto tempo, come incide sulla tua giornata, che cosa hai già provato a fare. Io ascolto e faccio qualche domanda per mettere a fuoco il quadro.
Ti verrà chiesto qualcosa anche sulla tua storia e sul contesto in cui vivi — famiglia, lavoro, relazioni — non per curiosità, ma perché un sintomo si capisce solo dentro la situazione in cui è nato.
Quanto dura e come si conclude
La seduta dura circa cinquanta minuti. Alla fine ti restituisco una prima lettura di quello che mi hai raccontato e ti dico con franchezza se penso di poterti essere utile, che tipo di percorso avrebbe senso e con quale frequenza. Se ritengo che serva altro — una valutazione medica, un collega con una specializzazione diversa — te lo dico.
Da lì decidi tu. Un primo colloquio non impegna a proseguire.
Come prepararsi
Non serve preparare un discorso. Se ti aiuta, puoi arrivare con in mente due cose: da quanto tempo va avanti la situazione, e che cosa vorresti fosse diverso tra sei mesi. Non è obbligatorio avere una risposta a nessuna delle due.
Se stai già assumendo farmaci prescritti o hai avuto percorsi precedenti, è utile dirlo: cambia il modo in cui si imposta il lavoro.
Non c’è giudizio, e c’è il segreto professionale
Lo spazio terapeutico è un contesto protetto in cui puoi dire anche le cose che non hai detto a nessuno. Tutto ciò che viene detto è coperto dal segreto professionale, che vincola lo psicologo per legge e per codice deontologico.
Le domande che mi fanno più spesso
Devo avere un problema grave per andare dallo psicologo?
No. Molti percorsi iniziano in fasi di transizione, o semplicemente perché qualcosa non torna. Aspettare che la situazione peggiori non è un criterio utile. Chiedere aiuto non significa essere “matti” o “sbagliati”: ne parlo anche in Da vicino nessuno è normale.
Dovrò raccontare tutta la mia infanzia?
Non nella prima seduta, e non se non te la senti. Si procede al ritmo che regge la persona.
E se non mi trovo bene?
Puoi dirlo, anche subito. La relazione terapeutica è uno strumento di lavoro: se non funziona, è corretto prenderne atto e, se utile, farsi indicare un altro professionista.
Sul fronte economico, se hai un ISEE basso può esserti utile informarti sul Bonus Psicologo, il contributo statale per le sedute di psicoterapia.
Come fissare un primo colloquio
Puoi contattarmi per telefono, WhatsApp o email. Ricevo in studio a Firenze, in Via Tommaso Campanella 5, zona Campo di Marte – Coverciano, e online. Se non sai ancora se ti serve uno psicologo o uno psicoterapeuta, ne parlo qui.

