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Libri di psicologia da leggere: dieci titoli per iniziare davvero

Le liste di libri di psicologia hanno quasi sempre lo stesso difetto: mettono insieme saggi accademici, manuali di auto-aiuto e testi divulgativi come se rispondessero alla stessa domanda. Non è così. Prima di scegliere un titolo conviene capire cosa si sta cercando.

Ho diviso questi dieci libri per esigenza, e per ciascuno ho scritto cosa aspettarsi — e cosa no. Nessuno di questi link è affiliato: non guadagno nulla se compri.

Se vuoi capire come funziona la mente

Daniel Kahneman — Pensieri lenti e veloci

Il libro più citato dell’ultimo ventennio sui meccanismi decisionali. Kahneman, premio Nobel per l’economia, descrive i due sistemi con cui ragioniamo: uno rapido e automatico, uno lento e faticoso. Il valore sta nel riconoscere quanto spesso il primo decide per noi credendo che sia stato il secondo.

Cosa aspettarsi: denso, lungo, ma leggibile. Non è un libro sul disagio psicologico. Alcuni esperimenti citati sono stati ridimensionati dalla crisi di replicabilità della psicologia sociale — l’impianto generale regge, i singoli studi vanno presi con cautela.

Oliver Sacks — L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Casi neurologici raccontati come storie di persone. È il libro che a molti fa venire voglia di studiare la mente.

Cosa aspettarsi: neurologia, non psicoterapia. Si legge come narrativa.

Se vuoi capire il trauma

Bessel van der Kolk — Il corpo accusa il colpo

Il testo che più ha diffuso l’idea che il trauma non resti solo nei pensieri ma si iscriva nel corpo e nel sistema nervoso. Tratta anche l’EMDR fra gli approcci discussi.

Cosa aspettarsi: accessibile e coinvolgente. Alcune sezioni sono impegnative per chi ha una storia traumatica personale: se ti riconosci molto, leggilo a piccole dosi, meglio se stai già facendo un percorso. Va detto che su alcune affermazioni il dibattito scientifico è più aperto di quanto il libro lasci intendere.

Peter Levine — Traumi e shock emotivi

Più orientato alla dimensione corporea e alla regolazione del sistema nervoso.

Cosa aspettarsi: utile come integrazione al precedente, non come primo libro.

Se vuoi capire le tue relazioni

Amir Levine e Rachel Heller — Attaccati

La teoria dell’attaccamento applicata alle relazioni adulte, in forma divulgativa. Spiega bene la dinamica tra stile ansioso e stile evitante.

Cosa aspettarsi: molto leggibile e molto utile per riconoscersi. Il rischio è opposto: usarlo per etichettare il partner invece che per capire sé. Gli stili sono tendenze, non categorie fisse.

Sue Johnson — Stringimi forte

Nasce dalla terapia focalizzata sulle emozioni ed è pensato per le coppie. Descrive i circoli viziosi che si innescano nel conflitto e come interromperli.

Cosa aspettarsi: pratico. Funziona meglio se lo leggono entrambi, ma non sostituisce una terapia di coppia quando la situazione è bloccata.

Se stai attraversando un momento difficile

Viktor Frankl — Uno psicologo nei lager

Frankl, psichiatra sopravvissuto ai campi di sterminio, riflette su come il senso possa reggere anche dove tutto è stato tolto. È all’origine della logoterapia.

Cosa aspettarsi: breve e duro. Non è un libro consolatorio, ed è esattamente per questo che regge. Utile a chi sta interrogando il senso più che l’umore — ne parlo anche a proposito della depressione esistenziale.

Kristin Neff — Autocompassione

Sul trattarsi come si tratterebbe un amico. Ha una base di ricerca solida, cosa non scontata in questo scaffale.

Cosa aspettarsi: con esercizi. Utile a chi ha una voce interna molto critica, quindi spesso a chi si riconosce nella sindrome dell’impostore.

Se vuoi capire come funziona la terapia

Irvin Yalom — Il dono della terapia

Ottantacinque brevi capitoli scritti da un terapeuta a fine carriera. Mostra la stanza dall’interno, con i dubbi e gli errori.

Cosa aspettarsi: è rivolto ai colleghi, ma è il libro che consiglierei a chi è curioso di sapere cosa succede davvero in seduta.

Lori Gottlieb — Volete parlarne?

Una psicoterapeuta racconta i suoi pazienti e la propria terapia. Fa capire che chiedere aiuto non presuppone di essere “rotti”.

Cosa aspettarsi: si legge come un romanzo. Il libro che regalerei a chi ci sta pensando da mesi senza decidersi.

Cosa un libro non può fare

Questa parte manca sempre nelle liste, e per me è la più importante.

Un libro dà un nome a ciò che vivi, e non è poco: capire che una cosa ha un nome ed è stata studiata riduce la sensazione di essere l’unico. Un libro informa, e permette di arrivare in terapia con domande migliori.

Ma un libro non ti vede. Non nota che ti sei irrigidito su una frase, non ti chiede di quel silenzio, non adatta niente a te. E soprattutto: capire perché funzioni in un certo modo non basta a farti funzionare diversamente. È la ragione per cui molte persone leggono moltissimo e restano ferme allo stesso punto — il cambiamento passa dall’esperienza, non solo dalla comprensione.

C’è anche un uso difensivo della lettura: studiare il proprio problema è un modo per tenerlo a distanza di sicurezza mentre si ha l’impressione di occuparsene.

Se leggere ti sta aiutando, ottimo. Se leggi da anni e nulla si muove, il libro successivo probabilmente non è la risposta.

Domande frequenti

Da quale partire?

Dipende da cosa cerchi. Curiosità sulla mente: Kahneman o Sacks. Relazioni: Attaccati. Momento difficile: Gottlieb o Neff. Trauma: van der Kolk, con l’avvertenza detta sopra.

I libri di auto-aiuto funzionano?

Alcuni sì, soprattutto quelli basati su protocolli validati e con esercizi strutturati. La maggior parte di ciò che sta in quello scaffale, però, non ha nessuna base di ricerca. Il criterio più semplice: chi lo firma, e cita studi o solo aneddoti?

Leggere può sostituire la terapia?

No, ma può accompagnarla bene. In alcuni percorsi la lettura viene usata deliberatamente fra una seduta e l’altra.

Leggere di un disturbo può peggiorare le cose?

Può succedere, sì. Nel disturbo d’ansia e nell’ossessività la ricerca continua di informazioni diventa a volte essa stessa un sintomo. Se dopo aver letto stai peggio invece che meglio, è un dato utile.

Un percorso a Firenze o online

Se leggendo hai riconosciuto qualcosa che ti riguarda da vicino, puoi contattarmi per un primo colloquio conoscitivo. Ricevo in studio a Firenze, in Via Tommaso Campanella 5, zona Campo di Marte – Coverciano, e online.